04 Set Ep. 6 – Tocco d’artista
All’alba una telefonata di Catrella sveglia il commissario Montalbano. Il famoso orafo Alberto Larussa è stato trovato morto sulla sedia a rotelle con il corpo completamente carbonizzato. Tutti gli indizi fanno pensare che si tratti di suicidio. La stessa notte a Vigata un elettricista è stato ucciso a colpi di pistola. Ad indagare è il vice di Montalbano, Mimi Agello. Montalbano, però, non è completamente convinto della tesi di suicidio ed ottiene dal giudice qualche giorno per approfondire le indagini. Perquisendo i piani superiori della villetta di Larussa, Montalbano trova delle vecchie foto strappate che ritraggono l’orefice quando non era ancora invalido, una pistola e un testamento con il quale Larussa lascia tutti i suoi beni al fratello Giacomo. La perizia calligrafica sul testamento rivela che la scrittura dell’orefice è stata contraffatta, gettando delle ombre su Giacomo, la cui posizione è aggravata da un testimone che ha notato la sua auto in prossimità della villa di Larussa la notte della morte di questi. Giacomo, che solo di recente aveva ripreso i rapporti con il fratello, si dichiara innocente, ma viene arrestato. Nuove testimonianze sembrano inchiodare Giacomo che si difende asserendo di non aver avuto bisogno di contraffare il testamento del fratello perché, secondo le volontà del padre, alla morte di Alberto, tutti i beni che questi aveva ereditato dal padre sarebbero comunque passati a lui. Così i conti per Montalbano continuano a non tornare: perchè Giacomo Larussa avrebbe dovuto falsificare il testamento, quando comunque l’erede naturale era lui?